In queste ore Poste Italiane sta inviando una comunicazione a tutti i possessori di PosteID abilitato a SPID per informarli di una modifica unilaterale delle condizioni contrattuali: a partire dal 1° gennaio 2026, l’utilizzo dello SPID PosteID non sarà più gratuito.

Cosa dice la comunicazione di Poste
Il messaggio è chiaro:
- dal 01/01/2026 l’Identità Digitale PosteID per l’accesso ai servizi SPID prevede un corrispettivo annuale di 6 euro (IVA inclusa);
- il pagamento va effettuato entro una data specifica (nel mio caso entro il 20/02/2026);
- in mancanza di pagamento, l’identità digitale rimane attiva, ma l’accesso ai servizi SPID viene sospeso fino al saldo;
- resta salva la facoltà di recesso senza oneri.
In pratica: se vuoi continuare a usare SPID con PosteID, devi pagare.
SPID: da servizio pubblico a servizio a pagamento?
SPID nasce come strumento di identità digitale nazionale, pensato per semplificare l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione. Per anni è stato promosso come gratuito per il cittadino, almeno nelle funzionalità essenziali.
La decisione di Poste Italiane segna un cambio di passo importante: il principale identity provider italiano introduce un costo annuale, normalizzando l’idea che l’accesso ai servizi pubblici digitali possa diventare a pagamento.
È vero: l’importo è contenuto (6 euro l’anno), ma il punto non è la cifra.
Perché, secondo me, conviene recedere
Dal punto di vista dell’utente, ci sono almeno tre motivi per non accettare automaticamente questa modifica:
- Le alternative SPID oggi sono gratuite, ma il vero tema è guardare oltre SPID Attualmente esistono altri identity provider SPID che non applicano un canone annuale, quindi non c’è alcun obbligo di restare con PosteID. Tuttavia, con la progressiva riduzione dei finanziamenti pubblici allo SPID, è realistico aspettarsi che anche questi provider possano introdurre costi in futuro, seguendo il modello avviato da Poste Italiane. Proprio per questo, più che spostarsi da uno SPID all’altro, ha senso iniziare a puntare sulla CIEid, basata sulla Carta d’Identità Elettronica e non soggetta alle logiche commerciali degli identity provider privati.
- La modifica è unilaterale
Le condizioni cambiano dopo anni di utilizzo gratuito. Il contratto stesso riconosce il tuo diritto di recedere senza penali: è una tutela da esercitare. - È anche una scelta di principio
Accettare passivamente il pagamento significa avallare un modello in cui l’accesso digitale ai servizi pubblici diventa progressivamente a pagamento.
Cosa succede se non paghi
Se non effettui il pagamento:
- il tuo PosteID non viene cancellato;
- semplicemente non potrai più accedere ai servizi SPID;
- l’accesso potrà essere riattivato in futuro pagando, nei limiti della validità del servizio.
Questo significa che puoi tranquillamente recedere ora, attivare un altro SPID gratuito e non perdere alcun diritto o servizio.
Il mio consiglio
Se utilizzi SPID per i servizi della Pubblica Amministrazione (INPS, Agenzia delle Entrate, sanità, scuola, ecc.), il mio consiglio è di recedere da PosteID e iniziare a valutare seriamente CIEid come alternativa.
Lo SPID, infatti, sta progressivamente perdendo i finanziamenti pubblici che ne hanno garantito la gratuità negli anni passati. Questo rende sempre più probabile uno scenario in cui tutti gli identity provider introdurranno un canone, seguendo l’esempio di Poste Italiane.
CIEid, invece, è basata sulla Carta d’Identità Elettronica, uno strumento già in possesso di milioni di cittadini e direttamente legato allo Stato, non a soggetti privati. L’accesso ai servizi tramite CIEid:
- non prevede canoni annuali;
- utilizza un documento ufficiale già rilasciato;
- rappresenta la direzione verso cui la Pubblica Amministrazione sta progressivamente orientando l’autenticazione digitale.
Pagare oggi per SPID “per comodità” può sembrare irrilevante, ma nel medio periodo rischia di diventare la norma.
Se c’è un sistema da iniziare a usare e consolidare, oggi, è CIEid.
Nota: la scelta di recedere o pagare resta personale. Questo articolo vuole offrire una chiave di lettura critica e consapevole della comunicazione inviata da Poste Italiane.